Casa Carducci

Museo / La casa-museo

L'allestimento della casa-museo – da teatro di vita privata a bene culturale della collettività – fu opera di Albano Sorbelli (1875-1944), già discepolo di Carducci e dal 1904 direttore della Biblioteca dell’Archiginnasio, il quale con passione pari al rigore si dedicò nel contempo al riassetto dell’imponente libreria del maestro conservata intatta nella sua fisionomia originaria così da garantirne la fruizione pubblica.

Ma l'istituzione di Casa Carducci poté avere luogo solo dopo l'esecuzione, ad opera dell'Ufficio tecnico comunale, di un elaborato piano di lavori nell'appartamento che prevedeva il rifacimento dell'intonaco dei soffitti, la tinteggiatura delle pareti, il completamento di alcune decorazioni, le riparazioni ai camini e delle canne fumarie. Tutti lavori realizzati rispettando "religiosamente" l'aspetto delle singole stanze. Agli anni 1916-1818 risalgono poi alcune modifiche come l’eliminazione del terrazzo nella camera da letto di Elvira Carducci e la chiusura del mezzanino sottostante dove, ai tempi di Carducci, si trovava la cucina.
In armonia con gli intendimenti della donatrice, Albano Sorbelli si propose il conseguimento di due obiettivi: 1) ricostruire fedelmente l'ambiente materiale nel quale Carducci aveva abitato per diciassette anni (1890-1907) ed era stato operoso fino al 1900, 2) raccogliere nell'appartamento una prestigiosa raccolta di memorie e oggetti carducciani. Alla realizzazione di entrambi i progetti parteciparono anche gli eredi del poeta, e, grazie invero all'intervento delle figlie Beatrice, Laura e Libertà, nel 1915, morta Elvira Carducci, le stanze riaccolsero il mobilio e le suppellettili che quest'ultima aveva portato con sé, quando l'edificio era stato evacuato dopo la morte del marito.

Al ripristino della casa abitata e vissuta dallo scrittore si affiancava da subito la raccolta di reperti di interesse carducciano (suppellettili ornamentali, documenti iconografici), tuttora in progress.

Visita la casa-museo