Casa Carducci

Carducci in posa

Poco sensibile al linguaggio delle immagini e restio a posare per artisti e pittori, Carducci è tuttavia presente nella ritrattistica fotografica di fine Ottocento. Il suo volto, più pensoso e accigliato che sereno, gli occhi acuti e penetranti, la sua figura piccola e insieme massiccia, corredano specialmente gli articoli che i contemporanei hanno dedicato nella stampa periodica al poeta più rappresentativo dell'Italia unita, offrendo spesso «un'idea del letterato, al di fuori delle ingessature dell'eredità storiografica», calato insomma nell'atmosfera quotidiana (Giovanna Degli Esposti).

Nella galleria si parte da Carducci giovane, «versiliese», secondo Lorenzo Viani, studioso dell'iconografia dello scrittore, quello della famosa foto scattata nel 1857 presso lo studio fiorentino Hauptmann e C., per giungere al Carducci anziano e malato del 1905, colto dall'obiettivo a Madesimo, vicino alla moglie e sorretto dal giovane Speri Pollavini, la famiglia proprietaria di Villa Adele dove egli era solito soggiornare d'estate. L'adorata montagna, il Mugello, nella sua Toscana, sono lo scenario di fotografie di gruppo. Non mancano in questo piccolo lotto le firme di buoni addetti ai lavori come Raffaele Borghi di Lugo, il torinese Ferdinando Reviglio della Veneria e il Premiato studio d'arte fotografica U. David di Ravenna.