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di "su e giù" e di corridoi,
fino a finire in cantina. Per me quella casa fu una vera
terra di esplorazione. Il Nonno, sono certa, non l'ebbe mai a vedere
tutta: ci si sarebbe sperduto. Ma anche al primo piano c'erano gli
angoli segreti, e stanzini, e passaggi, e ripostigli".
L'allestimento della casa museo
L'istituzione di Casa Carducci era affidata nel 1907
dal Comune di Bologna ad Albano Sorbelli, direttore della
Biblioteca dell'Archiginnasio (1904-1943), nonché allievo
di Carducci. In armonia con gli intendimenti della donatrice, egli
si propose il conseguimento di due obiettivi: ricostruire fedelmente
l'ambiente materiale nel quale Carducci aveva abitato per diciassette
anni (1890-1907) e allestire nel contempo nell'appartamento una
prestigiosa raccolta di memorie e oggetti carducciani. Alla realizzazione
dei progetti parteciparono anche gli eredi del poeta, e, grazie
all'intervento delle figlie (Beatrice, Laura e Libertà), nel
1915, morta Elvira Carducci, le stanze riaccolsero buona parte delle
suppellettili che quest'ultima aveva portato con sé, quando
l'edificio era stato evacuato dopo la morte del (continua...)
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