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spazio verde ai lati di Casa Carducci già nella prima metà
dell'Ottocento fu trasformato in giardino. Al tipo "pittoresco",
secondo il gusto allora diffuso e nel caso specifico quasi d'obbligo
per la presenza dei ruderi "romantici" delle mura antiche,
si preferì il tipo "all'italiana". Fu impiantata
una siepe per separare la dimora dallo spazio antistante. Il giardino
cresciuto sul terrapieno inclinato a ridosso sulle mura fu accudito,
negli ultimi anni di vita di Carducci, dalla famiglia Ninchi venuta
ad abitare nel 1901 nell'appartamento di fronte a quello del poeta
con cui stabilì rapporti di cordiale consuetudine. Il Monumento
a Giosuè Carducci, che spicca in questa area del giardino,
è stato eseguito nell'arco di quasi vent'anni da Leonardo
Bistolfi (1859-1933) che lo progettò intorno al 1909
e lo terminò nel 1927. Inaugurato con solenne cerimonia
il 12 giugno 1928 alla presenza dei sovrani Vittorio Emanuele
III ed Elena, il monumento si colloca nel clima Liberty,
specie per la perfetta integrazione tra natura e architettura e
la predilezione per moduli curvilinei e dinamici, sebbene non manchino
- come hanno ravvisato i critici - elementi riferibili a una poetica
neo-manierista nell'attenzione dello scultore ai volumi e
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