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Le quattro scansie in abete raccolgono quasi duemila volumi, di cui la maggior parte sono edizioni del '700, ma pure notevole è il numero delle secentine e delle cinquecentine. Quanto ai contenuti, si tratta di una sezione composita dove è possibile individuare nuclei diversi. Il più ricco è senz'altro quello degli auctores (Orazio, Virgilio, Catullo, Lucrezio, Tibullo, Claudiano, Properzio). Fra questi il più rappresentato è Orazio, letto ed amato fin dai tempi delle Scuole Pie di Firenze.
Altri nuclei: un piccolo lotto di testi didattici (grammatiche teoriche e pratiche) per apprendere le lingue straniere; un ricco corpus di canti popolari, proverbi, fiabe che non si riferiscono solo alle varie regioni italiane, ma anche ad altri popoli; antologie dei primi secoli della nostra letteratura, florilegi da poeti del '400 (Boiardo, Sannazzaro, Poliziano), del '500 e del '600 (Marini, Achillini, Stigliani, Magalotti, Tansillo); compatta, infine, la schiera dei commediografi del Cinquecento (Ruzzante, G. B. Della Porta, L. Dolce) e del Seicento. |
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Vedi anche:
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