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La sala, assai ampia, presenta nel soffitto (a botte) decorazioni con vedute
paesaggistiche che richiamano il gusto della Scuola bolognese della
metà del Settecento. Fra i mobili, le sedie impagliate, diverse una dall'altra, sono i manufatti più antichi (prima metà dell'Ottocento), mentre gli altri arredi propongono il consueto repertorio della seconda metà dell'Ottocento. Al centro un piccolo tavolo tondo. Vicino al letto in ferro nero con medaglioni smaltati si trova un comodino con tre cassetti (quello in fondo adibito a porta vaso). Il cassettone è in stile Luigi Filippo così come l'armadio a un anta con specchiera che conserva, privo di appendiabiti, l'assetto primitivo. Un'elegante toilette all'ingresso. A immagini di pietà e di devozione si riferiscono i quadri e le stampe vicino al letto di Elvira, di cui non manca un ritratto vicino a quello della madre del poeta Ildegonda Celli. Ma la camera ospita pure tre ritratti del padrone di casa. Sopra il divano è quello, assai apprezzato da Carducci, del modenese Armando Vandelli, eseguito nel 1894. Di fronte quello famoso del pittore veneziano Alessandro Milesi (1856-1945). (continua...) |
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