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| Già in questa sala a dare una precisa identità all'ambiente sono i libri allineati in quattro scaffalature in abete con cornice di testa secondo la tipologia bolognese. Semplice e sobrio il mobilio risale alla fine dell'Ottocento. Un piccolo tavolo alla tedesca allungabile, alcune sedie Thonet. Dietro il tavolino e di fronte alla porta finestra, ornata di tende in tela juta fiorata, si staglia, nel gusto dell'epoca, il calco in gesso di una statua famosa di Antonio Canova. Alle pareti un solo quadro, montato all'inglese, raffigura Giosue Carducci sul letto di morte, ritratto da Augusto Majani. E, poco prima dell'ingresso nel salottino buono di Elvira, è appeso un piccolo appendi cappelli con le iniziali ricamate del poeta. |
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