Cento giorni a casa
dai 10 anni
Nike lo sa che il primo giorno dopo le vacanze di Natale tutti i suoi compagni si sono messi i vestiti più belli e sono corsi a scuola. Lei, invece, proprio a scuola non ce la fa a tornare. Le dà fastidio trovarsi in mezzo a tanta gente, non sopporta più la confusione, la fila in mensa, gli spintoni, il gruppetto di compagne che ride sempre e la prende in giro, il custode Olle Folle e il compagno prepotente che ha atteggiamenti provocatori da sbruffone.
Menomale c’è Mia, l’amica del cuore con cui passare i pomeriggi. E poi ci sono le preoccupazioni della mamma, lo psicologo, l’assistente sociale, i mal di pancia e quella sensazione di avere un polpo nello stomaco.
Nike racconta in prima persona e il suo raccontare è leggero e divertente perché se può evitare di andare a scuola Nike è contenta, può dedicare i pomeriggi a fare l’investigatrice insieme a Mia cercando di scoprire chi abbia appiccato un incendio doloso che ha mandato in fumo la piscina comunale.
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