Tra prosa e versi. Primi saggi (1962-1970)

  • @ Casa Carducci
16 aprile 2026, 17:30
copertina di Tra prosa e versi. Primi saggi (1962-1970)

presentazione del libro di Alfredo Cottignoli, in dialogo con Alessandro Merci

Tra prosa e versi. Primi saggi (1962-1970). Con una corrispondenza inedita con Marino Moretti (1963-1971), pubblicato nel 2025 da Giorgio Pozzi Editore, è il libro più intimamente autobiografico dello studioso, che, dopo mezzo secolo di militanza accademica, scopre il piacere della memoria e torna alle origini della propria vocazione critica, raccogliendo il meglio dei suoi primi saggi – i più frutto del giovanile apprendistato giornalistico nella redazione di un periodico studentesco ravennate, a cui molto deve della sua maturazione umana e civile – tra i quali emerge un’intervista del 1965 ad Eugenio Chiarini sull’imminente riedizione dell’Ultimo rifugio di Dante di Corrado Ricci. Essi coprono un arco temporale di otto anni: tale esperienza si sarebbe, infatti, conclusa con una breve, ma significativa, collaborazione al settimanale «Il Romagnolo», diretto da Giovanni Lugaresi. Oltre all’anelito di verità e di giustizia sociale – si veda l’articolo del 1963 sulla tragedia del Vajont o quello del 1965 sulle lotte dei neri americani contro l’apartheid – i saggi rivelano l’interesse dell’autore per la letteratura novecentesca, italiana e straniera, in lingua e in dialetto, in prosa e in versi. Vi spiccano, accanto ai nomi di Manara Valgimigli e Marino Moretti (di cui si offre, in appendice, l’inedita corrispondenza, che svela i primi acerbi tentativi poetici dello studioso), quelli di Leonardo Sciascia, Giuseppe Marotta, Alfonso Gatto, Renato Serra, Francesco Balilla Pratella, nonché di Arnold Zweig, Thomas Mann e Thomas Merton, che rappresentano, con le loro opere, altrettante tappe del suo percorso di formazione.

 

Nell'ambito della Festa internazionale della Storia


 

Alfredo Cottignoli, già ordinario di Letteratura italiana all’Università di Bologna. Filologo e storico della critica (è condirettore emerito degli «Studi e problemi di critica testuale»), i suoi interessi di ricerca vanno dalla letteratura antica alla moderna: da Dante e la sua secolare fortuna («La Bibbia degli Italiani». Dante e la «Commedia» dal Trecento a oggi, 2021) a Lodovico Antonio Muratori, storico e teorico, dal Verri romanziere ad Alessandro Manzoni, da Carlo Tenca, critico e poeta, al Carducci (Carducci critico e la modernità letteraria. Monti, Foscolo, Manzoni, Leopardi, 2008), ai quali ha dedicato più di una ventina di volumi, tra raccolte di saggi ed edizioni di testi. È imminente un suo nuovo volume (Virgilio «dolcissimo patre» e altri saggi danteschi), dedicato alla memoria di Emilio Pasquini, con cui ha diretto, per un decennio, il «Bollettino dantesco. Per il settimo centenario».


Alessandro Merci, italianista, affianca da anni all’attività didattica (è titolare di Italiano e Latino al Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza) una intensa attività scientifica. Studioso del Carducci e della nostra civiltà letteraria tra Otto e Novecento, è stato redattore, oltre che del «Bollettino dantesco. Per il settimo centenario», degli «Studi e problemi di critica testuale» (del cui Comitato scientifico internazionale fa ora parte). Per Giorgio Pozzi Editore ha ripubblicato, nel 2024, il poema drammatico Gli Allighieri, di Francesco Cazzamini Mussi e Marino Moretti, nonché curato, nel 2025, per i «Quaderni dell’Accademia dei Benigni», una raccolta delle più recenti orazioni di soggetto carducciano tenutesi a Polenta (Giosue Carducci. Raduni a Polenta di Dante, 2016-2024). È tra i curatori del primo volume, ora in allestimento, del Carteggio Carducci-Chiarini.